domenica 30 novembre 2008

libri ed ebbri- "L'ultimo padre. Un contadino perfetto" di Roberto Caiello


Terra. Intesa come Madre Terra. E che terra… fertile, ma non troppo, rigogliosa e arcigna da incantare comunque gli animi. Per questo motivo è sempre stata zona ambita nelle varie epoche; feudo monaldesco e papale, e prima ancora romana, e ancora prima etrusca. Da secoli questa terra viene coltivata, con fatica, vista la natura argillosa del terreno, e pur cambiando i mezzi, i frutti raccolti sono sempre gli stessi, i prodotti offerti hanno sempre il sapore dell’eternità. Come le paure, una tempesta, la siccità, o dei parrassiti sconosciuti, sempre le stesse.
Roberto Caiello è figlio di questa terra, ed è a lei che dedica il suo atto d’amore, la sua creatura letteraria, attraverso le persone/personaggi che l’hanno vissuta in tutta la loro totalità, come il padre dell’autore stesso, ma anche la madre, ma soprattutto attraverso le vicende di un’intera famiglia, una numerosa famiglia contadina, che ha tratto gioie e dolori da questa valle insidiosa, Poggio Galletto.
L’autore avendo vissuto in prima persona queste esperienze può permettersi una descrizione minuziosa dell’ambiente e della civiltà contadina, con approccio veritiero alla narrazione, con uno stile realista e documentaristico, arricchito da uno studio terminologico accurato e un ampio archivio fotografico, ed appunto può coglierne il lato nostalgico legato all’infanzia, in cui i sacrifici erano duri ma poi ci si accontentava di quel poco che si ricavava, che era tantissimo, ed appunto può coglierne la lenta estinzione, l’abbandono delle campagne verso i centri urbani, avendo lui stesso dovuto tradire le sue radici, iscrivedosi all’università e laureandosi in Medicina.
E credo sia fondamentale che ci lasci la sua testimonianza che acquisisce valore storico e sociale.

sabato 29 novembre 2008

della serie citarsi addosso

Tutto ciò che si fa per amore va aldilà del bene e del male. (F. Nietzsche)

5quinto5

venerdì 28 novembre 2008

saggezza sentimentale

Nulla è difficile per chi ama. (Cicerone)

Cristiano

giovedì 27 novembre 2008

mercoledì 26 novembre 2008

ospiti del week end

Gocce di rugiada… un’emozione non si stacca dal cuore… è per sempre.

Patrizia Torri

martedì 25 novembre 2008

la frase della settimana 1-12-08

Le isterie dell’amore sono peculiari, conseguenze di un sentimento particolarmente intenso.

Alessandro Gianlorenzo

domenica 23 novembre 2008

Enotauro- personale di Maurizio Tiberti


Presso i locali dell'enoteca VolodiVino, per tutto il mese di dicembre, è in corso l'esposizione personale di Maurizio Tiberti dal titolo Enotauro
Porta lontano la Mostra Personale di Maurizio Tiberti, con istallazioni, site specific e oggetti paradosso, allestita non a caso in Montefiascone, Viterbo, territorio a forte vocazione vinicola.
La performance dinamica e polimaterica richiama l’invenzione del vino che nel suo processo di trasformazione è metamorfosi per eccellenza e, tra pienezza vitale e potenza letale, indica la natura ambivalente, umida e ignea, di Dioniso.

Il percorso proposto dalla Mostra riconosce il Ciclo Mitico, la sua energia simbolica, l’attualità e la forza del trasmutarsi nel ripercorrere, nel raccontare oggi, nel reinventarsi.

Seguendo il FILO DI ARIANNA si entra in forme pre-logiche della conoscenza fino al limen tra umano e ferino arcaico, alla soglia della sconfitta del cannibalismo avvenuto grazie alla acquisizione delle coltivazioni come cereali, ulivo, vite. Gli artefici dell’operazione sono tutte le deità del Mediterraneo, Iside e Osiride raccontati da J.G. Frazer, non solo Dioniso.
Questi doni sono conferiti agli umani dai numi ctoni tutelari che, con la loro ricorsiva apparente scomparsa, l’interruzione stagionale della vita botanica e l’iniziazione a cicli di trasformazione come il vino, evocano la vita e la morte.
I rituali dionisiaci che simulavano con urla lo smembrare e fagocitare il dio ed esorcizzata l’omofagia, conferivano alle libagioni di vino sacralità, somiglianze tra vino e sangue, simbologia di offerta e sacrificio.
Il vino, come il sacrificio cruento di estrema memoria, è una trasmutazione: il procedimento alchemico trasformativo che va dal prodotto naturale, l’uva o l’animale da sacrificare, diviene per opera dell’uomo, vino o l’offerta agli dei. Il vino e l’atto sacro del sacrificare, suggeriscono ebbrezza ed estasi e una sorta di avvicinamento al divino.

Il MINOTAURO, stilizzato come ultimo totem, racconta incisa nei suoi tatoo la vicenda cretese e allude già nei materiali usati, alla cosmogonia dei metalli.
L’uso ironico dei pezzi del “meccano” e il VIAGGIO DI ICARO, “oggetto dell’assurdo”, esasperano l’attributo ludico proprio del Mito, tanto per sfuggire alla tensione indotta dai significati, e rifugiarsi nelle metafore della condizione umana. Come il riso, altro connotato dionisiaco che è la reazione possibile al tabù e il tentativo di superarlo avendolo riconosciuto, il vino è portatore del sonno e dell’oblio che contrasta il dolore e il ricordo incurabile.

L’istallazione ARIANNA E DIONISO è il manifesto al quale Ovidio fornisce, in chiave di calligramma, la possibilità tautologica di mostrare e nominare insieme.
Archetipo del vino, il mito naturalistico parla di un dio la cui essenza si confonde con la vita scaturente dalle viscere del suolo: grazie alla narrazione il mito rinasce per risalire alle stelle a costituire la mappa mitologica delle incorruttibili costellazioni. Ancora sopravvive come alfabeto del cielo.

Anna Giannandrea

sabato 22 novembre 2008

della serie citarsi addosso

Quant’è più dolce l’odio che l’indifferenza altrui. (G.Leopardi)

Rinaldo

venerdì 21 novembre 2008

saggezza acquisita

Chi beve per dimenticare è pregato di pagare in anticipo.

Riccardo

baccodì


mercoledì 19 novembre 2008

ospiti del week end

Il teatro è l’unica arte che può ridare valore all’Arte.

Eva Gaudenzi

la frase della settimana 24-11-08

Vivi il tempo intensamente… perché poi sarai tu a desiderarlo ed invocarlo, ma le regole non saranno più le stesse.

Luciano

domenica 16 novembre 2008

libri ed ebbri- "I giorni che non ti aspetti" di Fiorenzo Mascagna


Tutto torna. Sembra il sottotitolo di questo libro. Tutto torna. Lo stesso autore sembra suggerire questa analisi, senza neanche nasconderla tanto, seguendo un po’ la filosofia dei cicli vitali. Ed in effeti tutto torna. Le esperienze passate a cosa servono se non per essere osservate bene e poi delineare il destino, che sembra che si tracci da sé, secondo la teoria della casualità, ma le coincidenze quando sono troppe si fa fatica a chiamarle coincidenze. E l’autore sa osservare, mostra una profonda consapevolezza del suo metodo di osservazione, sa far tesoro del suo bagaglio di vita, attraverso esperienze forti, fortissime, e sa comunicare con eleganti mezzi tecnici al lettore le sue conclusioni. Ogni esperienza un punto critico di discesa che poi si apre ad un’ascesa. Una caduta e una risalita. Una sconfitta ed una vittoria. La vittoria che non è altro che l’acquisizione di nuova consapevolezza, accrescimento interiore. E sì, si può sconfiggere anche un tumore, potrebbe essere un’esperienza devastante, e invece sta lì come una delle tante, è più devastante ancora veder morire chi potrebbe essere una persona amica, vicina.
Tutto torna e tutto ruota, intorno ad un punto fisso. Fisso suo malgrado e a sua insaputa: Federica. Ispirazione e aspirazione. Musa e mistero. Presenza ed assenza. Come l’amore. Come la vita.

sabato 15 novembre 2008

della serie citarsi addosso

Non è importante il risultato ma la determinazione con cui si persegue l’obiettivo (citazione).

Alessandro

venerdì 14 novembre 2008

saggezza montefiasconese

Domanda: il giorno del vostro compleanno avete un anno in più o un anno in meno?

5quinto5

giovedì 13 novembre 2008

mercoledì 12 novembre 2008

ospiti del week end

I giornali ti spiegano sempre tutto su quello che di brutto può accadere, sprecano articoli e articoli, dissertano sulla deflazione ad esempio, ma non ti spiegano mai come evitare che accada.

Mauro Battistoni

martedì 11 novembre 2008

la frase della settimana 17-11-08

Il ragioniere... è come uno schiavo in miniera che si fa un mazzo così per scavare e per sgrezzare il diamante… il commercialista, invece, senza fatica, vende il diamante pulito…

Cristiano

domenica 9 novembre 2008

sabato 8 novembre 2008

della serie citarsi addosso

I soldi spesi per la cultura sono soldi spesi nel migliore dei modi.

PierPaolo

venerdì 7 novembre 2008

saggezza contestatrice

Ai governanti fa comodo che sia comunicata mediaticamente l’emergenza, e che il Paese avverta sempre la pressione economica e sociale, per sentirsi autorizzati ad attuare liberamente misure straordinarie.

Pasquino

giovedì 6 novembre 2008

mercoledì 5 novembre 2008

ospiti del week end

Ante primum. Bisogna ambire ad andare oltre i primi. Bisogna ambire all’eccellenza.

Prof. Polidori

martedì 4 novembre 2008

la frase della settimana 10-11-08

La fortuna dell’assenzio è dovuta ad un parassita, la fillossera, che devastò intere piantagioni di vite. Per sostituire il vino i poeti maledetti dovettero ovviare con questa bevanda. Dal disastro nasce l’astro dell’assenzio… ma il vino è vino…

Luca

sabato 1 novembre 2008

baccodì


della serie citarsi addosso

Sempre devi avere in mente Itaca -raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti? (C. Kavafis)

Giulio