martedì 29 giugno 2010

IL PAESE DI RANIA di Mimmo Del Giudice


La presentazione si terrà venerdì 2 luglio presso i locali dell'enoteca VoloDiVino.


“Il Paese di Rania” è un saggio-inchiesta sulla Giordania il cui fine principale è far conoscere nei termini più verosimilmente giusti e corretti possibili un Paese espressione di una cultura diversa dalla nostra, la cultura arabo-islamica.

Saggio-inchiesta nel senso che ho raccolto del materiale sull’argomento in Italia (notizie e servizi Ansa, giornali, libri vari) e poi in tre diversi periodi sono andato in Giordania dove ho incontrato personalità e gente di tutte le estrazioni sociali, a tutti i livelli e di diverse età che ho intervistate e con le quali ho confrontato il materiale che avevo in precedenza raccolto. Dopo di che ho scritto circa 200 pagine alle quali va aggiunto un glossario che spiega termini ed espressioni arabe.

Il lavoro, suddiviso in 17 capitoli, si compone praticamente di due parti. La prima incentrata sul cosiddetto “delitto d’onore”: il padre o il fratello uccidono la figlia o la sorella, molto spesso minorenni, che ritengono abbia avuto un comportamento “indecente” e vengono condannati a pochi mesi di carcere, trascorsi i quali vengono accolti e festeggiati come i restauratori dell’onore infangato. La lieve condanna è prevista da due specifici articoli del codice penale che, nonostante diversi e ripetuti tentativi del governo, sollecitati dal re, il Parlamento, in specie la Camera Bassa, non intende modificare.

La seconda parte fa la storia del Paese, della sua gente e dei suoi protagonisti soffermandosi in particolare su colui che è ritenuto il “padre della patria”, re Hussein, e le sue quattro mogli, e sugli attuali sovrani, Abdallah II e sua moglie, la regina Rania.

Il libro contiene diversi aneddoti e precisazioni su persone e fatti più o meno noti.

venerdì 18 giugno 2010

Primo Concorso Foto & Grafico PROMUOVI MONTEFIASCONE

Inaugurazione mostra presso i locali dell'enoteca VoloDiVino
venerdì 18 giugno 2010
18.00 - 23.30
L'associazione Praticamente di Montefiascone con il patrocinio del Comune di Montefiascone, promuove e organizza, il 1° concorso foto & grafico relativo al suo territorio, dal tema generale "Promuovi Montefiascone".
Tale iniziativa è finalizzata alla valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale del territorio di Montefiascone.
Le immagini da presentare al concorso possono spaziare tra molteplici temi: le bellezze architettoniche, artistiche, paesaggistiche, i mestieri, i momenti di una vacanza, di un’impresa sportiva, della vita della gente del luogo.

giovedì 8 aprile 2010

Quel tesoro di Pinocchio


dal 10 aprile presso i locali dell'enoteca VolodiVino

Mostra a cura dell’associazione “ARTMERLINO – arte in oreficeria “


Pinocchio Bugiardo, Pinocchio Irriverente, Pinocchio Irrispettoso delle Leggi, Pinocchio e le Cattive Frequenze, Pinocchio, a volte balordo a volte buono.
Un burattino che alla fine si ravvede alle buone maniere: quando prova lo sconforto per aver perso qualcosa di importante, la sua Fatina o il suo babbo, l’amore, la famiglia la possibilità di essere un ragazzo normale.
Una fiaba, tutta italiana, specchio di una società con una morale che, ad oggi, è tutt’altro che inattuale.
La mostra che andiamo a presentare è un omaggio e un messaggio; attraverso un percorso che si snoda tra illustrazioni e sculture gioiello ispirate dalla storia, ripercorriamo i suoi personaggi più significativi, indicando nella loro simbologia ermetica, è quello che si è voluto fare, la storia di ognuno e della società che ci circonda.
Forse anche il buon Collodi ha voluto anticipare le sensazioni che tutt’oggi viviamo, una società fatta di burattinai e bugiardi patentati, non più Mangiafuoco o gatti e volpi furbette, ma politicanti manipolatori e falsi profeti di una società senza più morale; noi siamo i Pinocchio della nostra era: grezzi burattini che cercano la felicità inseguendo falsi miti e lasciando alle nostre spalle la vera gioia, accompagnandoci di volta in volta a meri compagni di viaggio; non tutti o forse tutti, chi non ha provato il mero fascino di una bugia? Avuto cattive compagnie o non ha ascoltato i grilli parlanti, sentito la propria coscienza o un sano consiglio.
Questa è Alchimia, nasciamo grezzi ma possiamo redimerci, fare sempre qualcosa per migliorarci e migliorare ciò che è intorno a noi, attraverso questa mostra ci vogliamo muovere, senza retorica o enfasi, nel nostro microcosmo, attraverso ciò che ci circonda, per dare un segnale un cenno per arrivare a ciò che è in alto, esprimiamo un’idea che ci faccia riconoscere che sia stimolo per un pensiero; crediamo che il nostro lavoro non rappresenti solo un oggetto o una forma, ma un’idea o la storia stessa della nostra vita.
Questo è un omaggio alla voglia di vivere una fiaba ogni giorno che affrontiamo ed è un augurio affinché nel donare il bello si possa ricevere altrettanto.

giovedì 21 gennaio 2010

Collettiva fotografica di Angelo Bruno, Anna Alunni e Maria Grazia Pelabasto

fino al 28 febbraio è in corso la mostra fotografica: UP, DOWN AND AROUND.
I nostri fotografi, Angelo, Anna e Maria Grazia si sono riuniti in una collettiva per proporci delle cronache di un viaggio, anzi di vari viaggi, ognuno diverso, in frammenti sparsi come elementi di un puzzle da mettere insieme, in immagini vive per ricomporre il Globo terrestre. Ci propongono emozioni che si propagano come onde con il loro andirivieni sulle sponde del mondo visitato da ognuno di loro, su un mare di percezioni visive che trovano spazio in ogni interiorità di chi si soffermasse a osservare le foto. Come onde appunto, perché è l'acqua, in questa selezione, l'elemento che fa da matrice, che fa da attrazione degli opposti, in cui gli antipodi sembrano più vicini. L'acqua che funge da mezzo di trasporto nei canali del Nord Europa, incorniciati da architetture fiabesche e policrome, e si presta a panorami mozzafiato da ammirare comodamente seduti su una panchina o vivendola sulla sua corrente, o l'acqua che si congela e diventa neve nel Central Park di New York che un'artista utilizza per ispirazione di un'opera monumentale. L'acqua che evapora al caldo africano e diviene deserto, ricerca affannosa di una qualsiasi pozzanghera dove dissetarsi. O, ancora, l'acqua del Gange, l'acqua purificatrice, al termine del viaggio su e giù e tutto attorno al mondo.

domenica 6 dicembre 2009

Franca Maria Pace- personale pittorica


titolo: Chi dirige Chi?
Devi imparare a colorareeee!!!

Ho conosciuto Francamaria Pace attraverso alcune mostre alle quali abbiamo partecipato assieme.
Artista poliedrica ed attivissima non solo al livello di produzione artistica ma anche di presenza in mostre ed eventi, che sebbene abbia iniziato a dipingere nel 2007, sono già moltissimi gli eventi a cui ha partecipato.
Vorrei però partire un po' più da lontano a raccontare la storia artistica di Francamaria, ho avuto modo di ricevere sue confidenze, durante le quali mi ha raccontato le vicissitudini del suo percorso artistico, che inizia da molto lontano.
Una frase in particolare ne è l'inizio “Da bambina disegnavo bene, ma la mia maestra mi diceva che non sapevo colora-re.” e poi ancora “Ho lasciato il disegno alle medie, dove non mi ero molto trovata con gli insegnanti di artistica.... avevo poche idee allora da sviluppare e avevo più paura dell'altrui giudizio.”
Ha frequentato un corso di pittura però, “dove ho avuto qualche rudimento della tecnica, ma non sono arrivata all'olio perché l'insegnante di nuovo mi ha detto devi imparare a colorare!”
Immagino la delusione, forse la rabbia, il sentire dentro la necessità del segno, il vedere i colori la necessità di esprimerli alla sua maniera e non secondo i canoni scolastici. Ma si sa la scuola tende e vuole omologare, tende a dare una struttura di base o forse peggio tende a livellare la cultura di ognuno limando i picchi e colmando le valli.
Poi la necessità di confrontarsi con se stessa il cercare i maestri, lo studiare testi di disegno e pittura... ha rincontrato la possibilità di raccontare i suoi sogni, di esprimere i suoi sentimenti.
Ad un cero momento ha superato “la paura dell'altrui giudizio”, ha capito che un artista lavora prima per se stesso poi per gli altri, il che non vuole dire essere egoisti, ma solamente che un artista ha la capacità di comunicare con gli altri attraverso la sua attività attraverso la sua opera.
Anche se a volte è necessario un trauma per superare l'ostacolo; dice lei stessa “in un periodo faticoso per la mia famiglia ho ripreso a disegnare.”
Nel lavoro di Francamaria si legge il sofferto itinerario artistico, certamente non ancora concluso ma già definito nel suo cammino futuro. Sempre le sue opere ci spingono ad interrogarci sul dramma e l'incertezza del momento in cui viviamo.
Non vuole, come non lo è mai stata, essere omologata, ha le sue idee che manifesta apertamente.
Così come si nota la superata paura del colore “ I colori uso quelli che mi detta la testa”
Le sue opere sono realizzate con colori puri, a volte il tratto apparentemente incerto, le figure contornate da un tratto di colore scuro, come a ricercare la forma immaginata come in un dégià vu, il cercare di ricollegarsi al pensiero che ne ha scaturito la nascita.Proprio queste caratteristiche danno al lavoro Francamaria una connotazione unica.

martedì 17 novembre 2009

Giuseppe Rossi- personale pittorica



per tutto il mese di novembre, presso i locali dell'enoteca VolodiVino è in corso la personale pittorica di Giuseppe Rossi.

...Il campo della ricerca pittorica di Giuseppe Rossi, anche in questa mostra di Montefiascone, rimane la natura, o meglio , l'albero!
Colpiscono qui le attente - a volte iperreali- indagini della sua pittura...
Pennellate che scolpiscono cortecce, scavano nelle pieghe degli anni dei vecchi monumentali supestiti; frugano tra le antropomorfe presenze di una natura rivisitata dall'artista , che costruisce così un mondo altro, lontano dalla frenesia di ogni giorno.
Rossi ci porta,captando il nostro sguardo, a volte distratto, a ripercorrere sentieri poetici abitati da grandi castagni di Soriano. Alberi abbarbicati alla terra, alla vita...tesi e sofferenti come arti attaccati ad una croce...ricoperti di panni lignei. Tronchi carichi d'anni, intrisi di luce bianca, disegnati con cura... rughe, pieghe tessute come la tela pesante del tempo...(Gaetano Vari)